Anno 2010
Un tempo per contemplare
Dacci ancora un tempo, Signore
Un tempo per pensare,
per meditare sul mistero dell’Universo,
per contemplare il prodigio della natura.
Dacci ancora un tempo, Signore
Per accorgerci di quanto preziosa sia la vita,
con i colori del mattino e il silenzio della notte,
con gli incontri, le parole, i volti.
Dacci ancora un tempo, Signore
Per prenderci cura
della terra, del nostro corpo,
della nostra mente e del nostro cuore.
Dacci ancora un tempo, Signore
Per sentirci responsabili degli altri,
di tutti coloro dai quali possiamo imparare,
qualcosa di nuovo,
per non finire nella solitudine.
Dacci ancora un tempo, Signore
Per progettare cammini di pace,
per lottare contro ogni forma di violenza e di guerra,
per coltivare la stima per tutte le religioni
e le culture del mondo.
Dacci ancora un tempo, Signore
Per ascoltare la Tua Parola,
per cantare i Salmi la sera,
per sentire quanto ci rallegri un sorriso,
quanto siano preziose le lacrime.
Dacci ancora un tempo, Signore
Per amare ed essere amati,
per perdonare ed essere perdonati,
per liberare, consolare, rallegrare
e sentirci vivi
Amen
Tratto dalla rivista Comboni Fem Magazine mondo donna e missione
29 settembre 2010
Lettera a mia madre
Madre mia carissima, come si fa a non pensare per un attimo a te che
sei stata
per tutti noi riferimento, che ti sei totalmente spesa per la nostra
crescita
umana e sociale.
Sono passati 22 mesi da quando non c’è stato più possibile averti
vicina,
guardarti, accarezzarti, tenerti le mani: ci hai lasciato per un
mondo di luce,
per stare accanto a Colui in cui tanto hai confidato e creduto.
Avere la tua foto sul display del telefonino ci dà conforto, forza
ma, a
volte, ci manchi così tanto!
E allora ricordi i momenti più belli trascorsi insieme e quelli più
tristi,
più difficili: la malattia contro cui lottavi con caparbietà quasi
sicura di
riuscire a sconfiggerla. Conserviamo con le altre una tua foto
particolarmente
bella: sei al mare a San Leone, seduta sugli scogli, alle spalle la
lunga
spiaggia dorata; indossi un prendisole dai colori chiari bianco e
celeste e
sorridi.
Il sorriso che solo il nostro cuore e la macchina fotografica
possono
custodire gelosamente e che sempre ci ricorda e suggerisce che la
vita va
vissuta apprezzando i piccoli gesti che ti permettono di raggiungere
grandi
traguardi ma non stando musoni alle prime difficoltà e ad
autocompiangersi ma
serenamente andare avanti.
03 Luglio 2010
Abbandono nel Signore
Sono le 17.00 e dopo avere svolto parecchi lavori, dalle ore di lezione a scuola, alla spesa al supermercato, alle faccende di casa, penso bene che sia anche arrivato il momento di concedermi una pausa; mi seggo sul divano, per guardare la televisione, ma non c’è alcunché d’ interessante.
È meglio prendere un DVD o una videocassetta o ascoltare un Cd, ma non ho voglia di alzarmi!
Sono giorni questi, in cui i pensieri affollano la tua mente al punto che fai fatica ad ascoltare e a seguire quello che dicono gli altri: vorresti tanto silenzio attorno a te, per riflettere e convincerti del perché di determinate cose che ti sono successe.
Vorrei uscire per una passeggiata, magari andare a messa, ma riesco soltanto ad andare sul balcone, prendere un po’ di tiepido sole e ammirare il tramonto.
Ti rincuora questo spettacolo della natura, ti rinfranca lo spirito e, in questa gioia vespertina, una preghiera silenziosa si alza al nostro Signore: aiutami, Padre buono, in Te solo confido!
Come d’incanto, ansie e preoccupazioni perdono d’intensità : è l’abbandono alla Sua volontà che dà pace e forza per affrontare ogni giornata.
13 Giugno 2010
A sannu Minico ( A san Domenico )
Sannu Minicu beatu,
stu rusariu ca fu datu,
a offrirlu vogliu a Vu,
a Maria ed a Gesù.
A Gesù vogliu pi patri,
a Maria pi nostra matri,
stari insiemmula, ‘ncumpagnia
sannu Minicu e Maria.
E, vu Maria, la Virgineddra,
o magnifica divina,
li cincu posti di rusariu,
caiu dittu chista sira,
si mancamentu fussi,
mi l’aviti a pirdunari.
Maria rispunni e dici
Figlia mia nun dubitari
ca lu tiempu ca ci ha piersu
ti lu fazzu guadagnari,
e a iuornu du giudiziu,
di ma Figliu ti fazzu pirdunari.
Vi salutu gran Signora,
è vinuta la piccatura,
piccati porta senza misura,
difetti e mancamenti.
Angili di Diu nun faciti nenti,
Angilo di Diu fidili accumpagna a mia
Accompagnami notti e iuornu,
quantu ‘un puozzu offenniri a Diu.
Vermiglia rosa e preziusu giglio,
binidetta la mamma e binidittu lu figliu,
nomu di lu patri e nomu di lu figliu e di lu Spiritu Santu
sia ludatu Diu ‘ncielu e ‘nterra
Il ciclista
Pedala per andare chissà dove;
lo incontro quasi tutte le mattine,
alla stessa ora, lungo il viale,
sicuro sulla sua bici, vecchio modello.
Le sue origini sembrano slave,
un immigrato, quindi, nel nostro paese;
da solo, con la sua famiglia, non so,
ma sicuramente lontano da dove è nato
e vissuto per tanto tempo finché, spinto
da chissà quale esigenza, ha lasciato tutto
alla ricerca di benessere.
Potrà concederglielo la nostra Sicilia?
Dovrà accontentarsi, anche del poco e non sindacale?
Se solo, come trascorre le sue giornate?
Chi si preoccupa che vada ben vestito?
Che viva dignitosamente? Che non beva?
Che non venga coinvolto in risse? Avrà qualche amico?
Se malato chi lo aiuterà?
Signore, non permettere che gli succeda qualcosa di male;
dagli la tua Luce nelle decisioni che deve prendere,
sii sempre la sua speranza e
il suo conforto.
Signore, che io sia sensibile e solidale
e che risponda ad un braccio teso con la mano
sempre pronta e disponibile.
Pasqua 2010
È Pasqua, è risorto nostro Signore,
come aveva detto!
Annunciamolo con vera gioia,
che ogni cuore abbandoni ogni tristezza,
ogni affanno.
Da uomini nuovi, aperti alla speranza certa,
camminiamo più spediti, andiamoGli incontro,
seguendo la Sua luce, luce d’amore,
grazia infinita.
Preghiera
(uscendo da una Chiesa )
Io parto da questa Chiesa,
o Gesù mio,
lascio l’anima mia per custode,
il mio cuore per pisside,
gli affetti miei per lampada accesa,
i pensieri miei per adoratori.
Credo in Voi, accrescete la mia fede;
spero in Voi, confermate la mia speranza;
amo Voi, raddoppiate il mio amore.
Mi pento di averVi offeso,
accrescete il mio pentimento,
Vi desidero nell’anima mia.
Così sia.
"Non mi sono mai chinato a raccogliere il sasso che mi viene gettato dall'una e dall'altra parte della strada"
Papa Giovanni XXIII