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Beato Matteo Gallo
(de Gimmarra) Vescovo di
Agrigento
8 febbraio
Il Beato Matteo Gallo de Gimena nacque in
Agrigento, nel quartiere detto Rabbato, e, probabilmente, nell'attuale
via Arco di S. Francesco di Paola - ove tradizionalmente una casa, quasi
addossata alla abside della chiesa dei Minimi, veniva e viene indicata
come quella nativa tra gli anni 1376 e 1377.
Entrò nell'Ordine serafico nel 1391-92 nel convento di S. Francesco
d'Assisi di Agrigento dove emise la professione religiosi nel 1394.
Inviato a Bologna per gli studi teologici, li coronò a Barcellona dove
probabilmente conseguì il titolo di Magister e fu ordinato Sacerdote nel
1400. Cominciò il suo apostolato di predicatore in Tarragona nello
stesso anno; negli anni 1405-1416, come maestro dei novizii o magister
professionis, visse nel convento di S. Antonio in Padova donde poi tornò
in Spagna e vi dimorò sin verso la fine dei 1417, come risulta dalla
lettera del re Alfonso, data il 28 novembre 1417, che spiega anche il
motivo del suo rientro in Italia: il suo desiderio di incontrarsi con S.
Bernardino da Siena, di conoscere il movimento dell'Osservanza e di
parteciparvi.
Il movimento francescano dell'Osservanza (perché si intendeva osservare
la primitiva regola di S. Francesco, senza attenuazioni), sorto nel
secolo XIV, si organizzò e diffuse nel secolo seguente, sotto la guida
di S. Bernardino degli Albizzeschi di Siena (1380-1450) che ebbe come
suoi validi cooperatori S. Giovanni da Capestrano (1386-1456), Alberto
di Sarteano (1385-1459), S. Giacomo della Marca (1394-1476), e il Beato
Matteo di Agrigento (1376-1450).
S. Bernardino e il Beato Matteo si incontrarono in Italia nel 1418,
forse a Mantova durante il Capitolo Generale e il nostro aderì
all'Osservanza.
"Egli era allora sui 40 anni - come nota il p. Serafino (nel pieno
vigore delle sue energie, temprato nella pratica della virtù a tutta
prova, ricco di un non comune patrimonio culturale e religioso, e
soprattutto di una grande esperienza umana e religiosa per cui, alla
sequela del Senese, non gli fu difficile progredire... distinguendosi
per santità e zelo per la salvezza delle anime".
Fino a pochi decenni addietro, pur conoscendosi la fama del Beato Matteo
come predicatore, si ignoravano i suoi scritti, perfino le lettere che
certamente egli aveva indirizzato ai sovrani di Aragona, a S. Bernardino
e ad altri.
Nel 1960 il p. Agostino Amore ofm pubblicò i "Sermones varii” che erano
stati inseriti in un codice di S. Giovanni da Capestrano e venivano a
lui attribuiti". In tutto sono 33 discorsi.
Altri 44, in seguito, ne sono stati scoperti dal p. Serafino M. Gozzo
nel codice 18-II-3 della Biblioteca vescovile di Nocera.
Il p. Serafino li trascrisse e li preparò per la stampa, ma non potè
pubblicarli perché prevenuto dalla morte.
Nel suo volume "Ricerche e Studi” più volte citato, ne fornisce un
elenco.
I sermoni, parte scritti in volgare, parte in latino, commentano, in
genere, un testo biblico dividendone la trattazione in due, tre o più
punti.
A volte il sermone è tutto svolto, esteso nelle argomentazioni e
corredato anche da alcune didascalie sul modo di recitarlo; a volte si
tratta di appunti e quasi di una scaletta degli argomenti più
importanti.
Mostrano però tutti la scienza del predicatore, la logica delle sue
argomentazioni, la praticità delle conclusioni, lo zelo apostolico e
molto spesso anche l'intimo sentire del santo.
Nel 1425 il papa Martino V concesse al Beato Matteo di fondare dei
conventi dell’Osservanza. Tra questi citiamo quello di S. Maria di Gesù
di Messina, di Palermo, di S. Nicolò di Agrigento, di S. Vito ivi, di
Cammarata, di Caltagirone, di Siracusa. Così anche in spagna fondò due
conventi a Barcellona.
Nel suo ordine fu vicario provinciale nel 1425-27, poi nel 1428-30. Nel
1432 fu nominato Commissario Generale della provincia di Sicilia, carica
durata fino al 1440.
Nominato vescovo di Agrigento da papa Eugenio IV il 17 settembre 1442,
venne consacrato il 30 giugno 1443 nella chiesa madre di Sciacca dal
vescovo Nicola ausiliare dell’arcivescovo di Palermo.
Per la sua generosità verso i poveri venne accusato, da una parte del
clero che lo avversava, presso la Santa Sede di dilapidare i beni della
Chiesa, infatti secondo varie testimonianze egli rinunciò a tutti i
proventi ecclesiastici in favore dei poveri, riservandosi soltanto lo
stretto necessario per se e per quelli che lo coadiuvavano. Oltre a
questo venne accusato calunniosamenti di godere di una donna
carnalmente. Nel processo svoltosi alla corte pontificia si dimostrò
l’innocenza del Beato e il papa lo assolse da ogni accusa e gli confermò
la sua fiducia restituendogli la sede episcopale.
Ma la persecuzione non cessò, tanto che il Beato, dopo essersi
consigliato anche con S. bernadino da Siena, rinunziò al vescovado.
Morì in Palermo il 7 gennaio 1450. la gente lo onorò subito per la sua
santità e tale cultò continuò nei secoli seguenti tanto si iniziò il
processo diocesano di beatificazione nel 1759 ed il culto venne
riconosciuto dalla Chiesa con decreto del 21 febbraio 1767, approvato da
papa Clemente XIII.
La memoria si celebra l’8 febbraio.
Autore: Raimondo Lentini
Spunti bibliografici
- Clemente
Fillarini, Piero Lazzarin,
Alice,
Edizioni Messaggero, 2009 - 16 pagine
- Clemente Fillarini, Piero
Lazzarin,
Barbara,
Edizioni Messaggero, 2009 - 16 pagine
- Roberto Olivato,
Sacrari, santi
patroni e preghiere militari,
Edizioni Messaggero, 2009 - 312 pagine
- Maria Luigia Ronco
Valenti,
Come stelle nel cielo,
Pro Sanctitate Edizioni, 2009 - 232 pagine
- Clemente Fillarini, Piero
Lazzarin,
Antonia,
Edizioni Messaggero, 2009 - 16 pagine
- Maria Gianola,
Chicchi di
luce,
Paoline Edizioni, 2009 - 12 pagine
- Clemente Fillarini, Piero
Lazzarin,
Agnese,
Edizioni Messaggero, 2009 - 16 pagine
- Clemente Fillarini, Piero
Lazzarin,
Angela,
Edizioni Messaggero, 2009 - 16 pagine
- Clemente Fillarini, Piero
Lazzarin,
Beatrice,
Edizioni Messaggero, 2009 - 16 pagine
- Giuseppino De Roma,
Quando
i santi si mettono per via,
Edizioni Messaggero, 2009 - 96 pagine
- F. Agnoli, M. Luscia, A.
Pertosa,
Santi & rivoluzionari,
SugarCo, 2008 - 184 pagine
- Cornelio Fabro,
Profili di
Santi,
Editrice del Verbo Incarnato, 2008 - 133 pagine
- Theillier Patrick,
Lourdes. E se
parlassimo dei miracoli...,
Edizioni Dehoniane Bologna, 2008 - 136 pagine
- Sessa Pietro, Giacometti
Giulio,
La Pasqua di Cristo nella morte dei
santi [volume 3],
Edizioni Segno, 2008 - 277 pagine
- Domenico Mondrone,
I santi ci
sono ancora. volume V,
Pro Sanctitate Edizioni, 2008 - 420 pagine
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