Index

Il Papa parlando di Paolo ha recentemente detto:

 

" La sua fede non è una teoria o un'opinione ma è l'impatto dell'amore di Dio sul suo cuore ".

 

E così è anche per Chiara che, come San Paolo, fa esperienza di trasformazione del proprio cuore e della propria vita.

 

La missione di Chiara d’Assisi

 

Chiara, avvicinandosi alla Parola di Dio attraverso la liturgia quotidiana, ha trovato nell'insegnamento e nell'esperienza di san Paolo un alimento e una luce per il suo cammino sulle orme di Gesù Cristo, come possiamo dedurre dai numerosi brani che echeggiano le parole dell'Apostolo. Tra questi testi paolini che santa Chiara riporta nei suoi scritti, due in particolare li cita esplicitandone la fonte.

 

La prima espressione si trova nella III Lettera ad Agnese di Praga: «e per usare propriamente le parole dell'Apostolo, ti considero collaboratrice di Dio stesso e colei che rialza le membra cadenti del suo corpo ineffabiile», facendo riferimento al brano di 1 Cor 1,3. «Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete il campo di Dio, l'edificio di Dio». Il secondo è contenuto all'inizio del Testamento: «Perciò l'Apostolo dice: Conosci la tua vocazione», citando espressamente 1Cor 1,26.

 

Sono, entrambe, citazioni che appartengono a brani più ampi in cui san Paolo ricorda ai cristiani di Corinto il fondamento della loro chiamata e la gratuità che caratterizza la loro opera. Entrambe le citazioni indirizzano lo sguardo verso Gesù Cristo, Lui - l'unico di cui ogni cristiano può vantarsi - che «è diventato per noi giustizia, santificazione e redenzione».

 

Come San Paolo, folgorato sulla via di Damasco ormai vedrà soltanto Gesù e solo Lui sarà il suo orizzonte, così anche Chiara: secondo la testimonianza delle Sorelle al processo di canonizzazione «lo suo parlare sempre era de cose de Dio, e non voleva parlare de cose seculari, né voleva che le sore le recordassero».

 

La Parola ascoltata e custodita si fa giorno per giorno carne nelle vicende quotidiane, come ricordano le Sorelle che tratteggiano i sentimenti di Chiara come quelli di una donna totalmente afferrata dall'amore, stupita della gratuità di un dono che la supera e coinvolta nella stessa compassione di Cristo per l'uomo ferito e debilitato dal peccato.

 

Qui scopriamo la peculiarità della missione di Chiara nella Chiesa. Una missione che definirei " a cerchi concentrici ", perchè, a partire dall'esperienza trasformante della preghiera e della contemplazione, la testimonianza dell'amore ineffabile del Signore Gesù, resa persuasiva dalla bellezza manifestata in lei, raggiunge i confini del mondo.

 

 Lei stessa esprime il suo " mandato missionario" in questi termini : «Infatti, proprio il Signore ha collocato noi come modello, ad esempio e specchio non solo per gli altri uomini, ma anche per le nostre sorelle, ( ... ) affinché esse pure risplendano come specchio ed esempio per tutti coloro che vivono nel mondo» (FF 2829).

 

E il Papa Alessandro IV nella Bolla di Canonizzazione, ne conferma l'intuizione carismatica, tratteggiandone così la vita: «Chiara, infatti, si nascondeva, ma la sua vita era rivelata a tutti. Chiara taceva, ma la sua fama gridava ... Questa fu la vena limpida della valle Spoletana, che aprì una novella sorgente di acqua vitale a ristoro e beneficio delle anime, la quale, già diramatasi per vari ruscelli nel territorio della Chiesa, rese prospero il vivaio della Religione» (FF 3284.3294).

 

Anche per Chiara, «la fede è l'impatto dell'amore di Dio sul suo cuore». Per questo in lei rivive la stessa compassione del cuore di Cristo, come ricordano ancora le Sorelle: «Anche disse che essa beata madre ebbe specialmente la grazia di molte lacrime, avendo grande compassione alle sore et alli afflitti» (FF 2973). Una missione che come un fiume in piena, Chiara stessa lascia in eredità ad Agnese e alle sue Sorelle, quelle presenti e quelle che verranno, compiendosi così «quella profezia che sua madre udì, a quanto si dice, mentre pregava gravida di lei: che cioè avrebbe partorito una luce tale da rischiarare grandemente l'universo» (FF 3310).                                        

 Suor Chiara Emmannuela Giusti