Vai a santi francescani della Sicilia
Presentazione del libro: “ Padre Angelico Lipani
di M. Arcangelina Guzzo
Il pio sacerdote Don Zeno lasciò scritte le parole da scolpire sulla sua lapide sepolcrale:
"Qui giace uno che poteva fare di più".
Sulla lapide tombale di P. Angelico Lipani si potrebbero scrivere le parole:
"Qui giace colui che non poteva fare meglio".
Da ricerche accurate e da studi approfonditi emerge una figura di P. Angelico sempre più elevata e radiosa, per cui non si occupa più di lui attualmente soltanto la storiografia , ma s'interessa pure l' agiografia, per quegli aspetti caratteristici di una personalità che trascende i puri dati storici. I vari agiografi, e tra questi la M. Arcangelina Guzzo in questo suo amorevole lavoro, evidenziano, tra i molti, tre aspetti caratterizzanti la personalità del venerato Padre: l'uomo del suo tempo, l'apostolo della sua terra, un esemplare del suo Ordine.
L'uomo di Dio è sempre un frutto maturo del suo tempo. Cooadiuvato dalla grazia e mosso dallo Spirito, sa cogliere e vivere in risonanza quel monito evangelico: "Il tempo è compiuto, il Regno di Dio è vicino" (Mc 1,15). Non è di tutti avvertire le urgenze del Regno e, tra luci e ombre, segnalare la presenza dell'opera misteriosa di Dio, che, nella profetica speranza, prepara la prorompente primavera dello Spirito. P. Angelico, uomo di Dio, non si è limitato ad additare con l'indice puntato le piaghe da medicare sul corpo malato di un'umanità ferita da gravi calamità politico - religiose. Affondò le sue mani di uomo - religioso - sacerdote, senza paura di sporcarle, in un tessuto sociale che richiamava all' opera non l'indifferente o il distratto, ma l'evangelico "buon Samaritano". Aveva rare capacità, brillava per doti umane, si muoveva con infuocato zelo: piedi e mani che non lo lasciavano inattivo un solo istante nel servizio fedele e generoso dei fratelli, obbedendo agli impulsi del suo buon cuore.
Fu l'apostolo della sua terra, in un periodo molto travagliato della storia del nostro Paese: una pagina di storia certamente non fulgida, scritta da menti cieche e da animi ostili e anticlericali. Le Leggi della soppressione imposero di dimettere l'abito di religioso cappuccino, ma non deprivò minimamente dell'abito interiore delle virtù eroiche il venerato Padre. Moltiplicherà gli sforzi per cooperare, da sacerdote diocesano, con la Chiesa locale a mantenere viva la fede, soccorrere i bisognosi, stringere più intensamente, anche se non così palesemente, i legami con le autorità religiose nissene per la formazione del clero. Pagina grigia della storia dell 'Isola sicula sì, ma 1'apostolo non si arresta nella sfida contro le forze avverse; non si arrende di fronte alle ingiunzioni di un laicismo insano e intollerante. La sua arma? la pazienza. Il suo stile? la tolleranza. La sua azione? l'intraprendenza. Incapace a rassegnarsi all'inattività. Alieno a cedere alla remissività. Instancabile nel dedicarsi all' operosità. Con fede intrepida, costanza indomita, genialità innovatrice. Ha tutte le caratteristiche dell'autentico apostolo: mente che si adatta, ma non si adegua; cuore che sanguina, ma non arresta i battiti; coscienza che non scende a compromessi, ma si attesta fermamente sui principi assoluti e i valori eterni.
Ed ecco balzare, nitida e inconfondibile, la figura del frate cappuccino esemplare! Le testimonianze circa la sua identità cappuccina sono concordi. Non sempre apprezzato il suo stile e ritenuto valido il suo metodo, non sempre comprese e condivise le sue scelte, ma il suo animo umile e timorato lo portò costantemente a riflettere su ciò che la vocazione all'Ordine e al carisma religioso sacerdotale gli ispiravano per il bene della Chiesa e delle anime. E' assodato poi da una lunga esperienza che gli eletti del Signore non sempre sono capiti e compresi fino in fondo durante la loro vita terrena. A volte, anzi, sono sottoposti a prove da fiato corto, ritenute peraltro validissime nell'esame severo delle commissioni addette alle cause di beatificazione per l'assegnazione dell' aureola ai vincenti. Dio, quando ama, dona; ma quando predilige, allora chiede. E pare che Dio abbia chiesto molto a P. Angelico ed egli, nel fervore di carità e di dedizione, ha dato tutto al TUTTO. Adesso aspettiamo con fiducia che Dio, la Chiesa, l'Ordine siano onorati da un Fratello che, tendendo lui personalmente alla santità eroica, non finiva di invitare tutti a farsi santi. Fu l'ultimo suo anelito prima di consegnarsi a ,sorella morte. Ma ancora oggi l'augurio è rivolto a tutti, escluso nessuno.
Padre Sisto Zarpellon, - Cappuccino