Marburg (Germania), chiesa di Santa Elisabetta: la statua della santa che regge sulla mano sinistra il modello della chiesa |
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Santa Erzsebet
Elisabetta fu canonizzata da Papa Gregorio IX il 27 maggio 1235, nella chiesa di san Domenico a Perugia, nel giorno di Pentecoste, quattro anni soltanto dopo la sua morte. La bolla di canonizzazione fu pubblicata il 1 giugno. Il Papa fa grandi elogi di Elisabetta: la sua origine regale, l’amore alla povertà, la sua dedizione a servizio dei poveri, il voto di obbedienza, il gusto per la preghiera, la vita di fede, la sua Professione della penitenza francescana, la varietà dei miracoli operati da Dio per i suoi meriti. Alla solenne canonizzazione partecipano i Patriarchi di Gerusalemme e di Antiochia. La città è affollata di gente, cardinali, clero e popolo e i Domenicani edificano nella loro chiesa un altare in onore della nuova Santa. “La beata Elisabetta, nata di stirpe regale e autorevole langravia di Turingia, considerò con perseverante meditazione i misteri della salvezza e si adoperò per seguire con impegno costante le istruzioni ecclesiastiche: perché nella fedeltà si rendesse degna della visione eterna quasi dalla nascita fino al tramonto non smise mai di esercitarsi nel culto delle virtù e di compiacersi nei servizi della carità”(Gregorio IX, bolla di canonizzazione) in quell’anno i francescani di Raab, in Ungheria, dedicano la loro chiesa appena costruita ad Elisabetta, mentre i domenicani di Eisenach iniziano la costruzione della loro chiesa in suo onore. Il 14 agosto, vigilia della festa dell’Assunta, il conte Corrado di Turingia, entrato nell’Ordine Teutonico, pone la prima pietra per la costruzione della chiesa gotica a Marburg, inglobando la cappella dell’ospedale da lei fondato. Nel 1230 la bolla, nobile e ricca vedova Elisabetta d’Ungheria e di Turingia rifiutava la richiesta di matrimonio del più importante imperatore del mondo. Solo sei anni dopo, il 1 maggio 1236, Federico II imperatore del Sacro Romano Impero, a piedi nudi e vestito dell’abito dei penitenti portava sulle sue spalle insieme al Vescovo di Marburg, Corrado, la sua bara avvolta nella porpora. Erano giunti a Marburg in pellegrinaggio uomini e donne di tutti i ceti e di tutte le età, in numero elevatissimo, dalla Germania, dalla Boemia, dalla Francia e dall’Ungheria. Deposta la bara sull’altare, Federico si tolse la corona e la pose sul capo di Elisabetta dicendo: “Non ho potuto darti la corona in vita, ricevila ora come segno della mia stima:Tu ora sei Regina nel Regno di Dio”. Lo assistevano dodici vescovi tedeschi dell’impero: il significato simbolico indica che l’Imperatore, ritenuto in alcune celebrazioni “vicarius Christi”, circondato dai Dodici, intronizza e incorona Elisabetta nella sua gloria. Una donna innalzata dal Papa e dall’imperatore agli onori degli altari. La prima del ramo secolare dei seguaci Penitenti di san Francesco. “Gloria Teutonica”è l’elogio inciso sul sepolcro della giovine Santa a Marburgo. In meno di cinquanta anni la generazione seguente intaglia nelle pietre guglie e archi sulla sua arca sepolcrale, costruendo la prima cattedrale gotica della Germania, che nel ricordo dell’evento d incoronazione, il 1 maggio 1283, viene consacrata: è la chiesa di Santa Elisabetta, che in fretta diviene il più famoso luogo di pellegrinaggio della cristianità medievale dopo Roma e Santiago di Compostella, portando ovunque la devozione per la Santa e la sollecitudine per i poveri. “ Credo veramente che santa Elisabetta di Marbug è santa” riconoscerà Martin Lutero trecento anni più tardi, scrivendo alla Wartburg la “Winterpostille “, nel giorno di santa Elisabetta del 1521. in questo scritto egli loda il giudizio semplice, divino ed energico nelle questioni di fede della santa donna Elisabetta. RG Francesco il volto secolare
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