San Ludovico IV
detto il Santo (Creuzburg, 28 ottobre 1200 – Otranto, 11 settembre 1227)
Langravio di Turingia
dal 1217 alla morte.

Figlio primogenito del langravio
Ermanno I e di Sofia di Baviera, nacque il 28 ottobre 1200.
Aveva appena undici anni allorché lo fidanzarono con la quattrenne Elisabetta di
Ungheria, la quale visse da allora in poi alla corte di Turingia, divenendo in
seguito il loro amore uno dei piú belli che la storia conosca. Malgrado
l'opposizione :alle nozze dei vassalli e dei consiglieri che le ritenevano
politicamente insignificanti, L., fedele alla parola data alla sua "amica soror",
sposò Elisabetta nel 1221. Dal loro matrimonio nacquero tre figli: Ermanno, il
28 marzo 1222; Sofia, il 20 marzo 1224 e la beata Gertrude, che venne alla luce
diciotto giorni dopo la morte del padre.
Quando Elisabetta si dedicò alla pratica del francescanesimo, nessuno poteva
comprenderla e tuttavia Ludovico permise le sue beneficenze verso i poveri. Nel
1226 egli fece venire a corte, quale severo confessore della sua sposa e come
suo proprio consigliere, il predicatore delle crociate Corrado di Marburgo. La
profondità del suo amore verso Elisabetta e del suo sentimento religioso è
dimostrata dal fatto che egli non tentò ai di porre limiti alle pratiche
ascetiche di lei.
Ludovico così ci appare, da un lato, come uno sposo esemplare e un devoto
cristiano; d'altra parte, egli è il langravio che vigila gelosamente sui propri
diritti. Successe a suo padre nel governo nel 1217. A diciotto anni, appena
fatto cavaliere, fu scomunicato dal vescovo Sigfrido II di Magonza in seguito a
contese territoriali e scese in campo contro di lui; la riconciliazione avvenne
in Fulda il 20 giugno 1219. Alla morte del margravio di Meissen, marito di una
sua sorellastra, Jutta, il 17 febbraio 1221, Ludovico fu coinvolto nelle lotte
per l'eredità e scomunicato una seconda volta; nuovamente vittorioso, fu piú
tardi dall'imperatore investito del feudo di Meissen. Intraprese nel 1225 una
spedizione militare in Slesia e nell'anno seguente passò nell'Italia del Nord
con Federico II, guadagnandosi con la sua fedeltà di vassallo l'amicizia
dell'imperatore, e ritornò in patria con l'onorevole incarico di nominare
reggente dell'impero il duca di Baviera.
Già nel 1224, probabilmente, aveva preso la croce, e la ricevette una seconda
volta nel 1227 a Hildesheim, dalle mani del vescovo Corrado. Il 24 giugno a
Schmalkalden si congedò dai suoi dopo aver fatto rappresentare alla Wartburg il
mistero della Passione: soltanto Elisabetta, che tanto poco aveva potuto vivere
con lui, lo accompagnò fino al confine della Turingia.
Durante la crociata, morì di febbri in Otranto il 11 settembre 1227. Le sue
spoglie furono portate a Reinhardsbrunn nel sepolcro di famiglia all'inizio del
1228 dai suoi vassalli, nel viaggio di ritorno dalla Terra Santa.
Ludovico ebbe insigni qualità, anche se le fonti agiografiche le esagerano: fu
un principe saggio che seppe conservare, nonostante le imprese guerriere, il suo
paese in una relativa pace interponendosi piú d'una volta come mediatore di pace
anche presso altri. Il libro VI della sua Vita enumera, agli anni 1233 e
1292-95, parecchi miracoli avvenuti presso la sua tomba. Si tratta delle
consuete guarigioni miracolose riportate dagli agiografi medievali.
La prima serie apparve improvvisamente quando si discuteva la canonizzazione di
Elisabetta; la seconda, quando i monaci di Reinhardsbrunn, dopo l'incendio del
loro monastero nel 1292, volevano metter riparo ai danni incoraggiando un grande
concorso di pellegrini.
Anche se tali miracoli non sono storicamente certi, la loro invenzione
testimonia tuttavia della grande venerazione, che lo fece denominare "il Santo",
tributata dal popolo a Ludovico e alla sua sposa e perciò egli è ricordato anche
in tutte le opere agiografiche, sebbene ufficialmente il suo culto non sia mai
stato confermato. Il giorno della sua commemorazione è l'11 settembre.
Nell'arte lo troviamo prevalentemente raffigurato nei cicli della Vita di s.
Elisabetta. Spesso si rappresenta Elisabetta che cura un malato, mentre L. vede
in esso il crocifisso. Ricorrono sempre le scene del suo fidanzamento,
dell'investitura a cavaliere, e soprattutto dell'addio a Elisabetta e della sua
partenza di crociato.
Autore: Konrad Kunze
|
Fonte: |
|